Unalbe to show flash video

Il contesto di mercato

Dopo la crisi economica globale dello scorso biennio, il settore Offshore ha fatto registrare nel 2010 una ripresa ancora debole, ma si sono creati i presupposti per una più robusta crescita nel 2011. Nel corso dell’anno il prezzo del petrolio si è mantenuto tra i 70 e i 90 $/barile, valori che sostengono l’economicità della produzione petrolifera offshore pressoché in tutte le aree mondiali. Molti progetti di investimento sono stati ripresi o potenziati nell’aspettativa che i prezzi del petrolio si mantengano elevati. I costi dei servizi petroliferi offshore sono aumentati solo leggermente, favorendo un clima positivo per gli investimenti.

Per quanto riguarda l’attività di installazione di strutture sottomarine, il 2010 è stato un anno di transizione in cui il comparto delle alte profondità, soprattutto in Africa Occidentale, ha continuato a essere debole. Le prospettive per il segmento SURFi (Subsea, Umbilicals, Risers and Flowlines), in cui Saipem è attualmente impegnata con i progetti Usan, Kizomba e Bonga, restano comunque positive; già dal 2011 è attesa una ripresa significativa nell’assegnazione dei contratti.
Nel Golfo del Messico, l’incidente al pozzo Macondo ha prodotto conseguenze significative in termini di produzione offshore rinviata o persa rispetto ai piani di investimento precedenti; la produzione petrolifera dell’area è attesa ridursi di una percentuale superiore al 10% nel 2011.

L’attività nel settore delle basse profondità è stata invece sostenuta nel corso del 2010, trainata in aree mature come il Mare del Nord e dalla domanda di collegamenti sottomarini a strutture fisse o flottanti già esistenti (subsea tiebacks).

Nel 2010 è stata annunciata la fusione tra due dei maggiori competitori nell’attività SURF, Acergy e Subsea 7, completata a inizio 2011.

Il settore delle piattaforme fisse è cresciuto in modo considerevole nel corso del 2010. Le aree più dinamiche sono state l’Asia-Pacifico, in particolare in Paesi quali la Thailandia, Malesia e Indonesia, e l’Africa Occidentale. L’aumento più consistente si è registrato nell’ambito delle strutture più leggere, con topside dal peso inferiore alle 1.000 tonnellate.

L’attività nel settore delle condotte a largo diametro ha visto una ripresa a livello globale dopo che nel 2009 era stata particolarmente bassa. La posa della prima linea del progetto Nord Stream, iniziata in aprile 2010, sta procedendo secondo le previsioni.

Nel settore FPSO il volume di installazioni ha risentito della crisi del 2008-2009, mantenendosi globalmente su bassi livelli, con l’eccezione del Brasile.
L’assegnazione di nuovi ordini è invece ripresa, trainata dal Brasile dove contratti significativi sono stati assegnati da Petrobras per lo sviluppo della “pre-salt” area di Tupi. L’attività commerciale è ripresa anche in Asia-Pacifico e nel Mare del Nord, dove sta crescendo il ruolo delle ricollocazioni di FPSO già utilizzati e successivamente modificati. Come conseguenza, il portafoglio ordini dell’intero settore FPSO, invertendo un trend calante dal 2007, è risalito a 35 piattaforme flottanti in costruzione, di cui 17 nuove e 18 in conversione.
Nel corso dell’anno il panorama competitivo è diventato più concentrato in base alla fusione tra BW Offshore e Prosafe Production, che ha creato il secondo competitore mondiale in termini di dimensione della flotta. Inoltre la National Oilwell Varco ha acquisito la Advanced Production and Loading dalla BW Offshore, leader nella produzione di torrette.

Nel settore della liquefazione di gas Saipem ha sottoposto il FEEDi a Petrobras per un nuovo FLNGi in Brasile, in competizione con altri consorzi. Nel settore della rigassificazione Saipem ha proseguito nella costruzione dell’FSRU Livorno, il primo terminale offshore al mondo.