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Attività di ricerca e sviluppo

Tecnologie asset

 L’innovazione tecnologica nell’ambito degli Asset aziendali (mezzi navali, attrezzature, processi) viene perseguita con l’obiettivo di migliorare la sostenibilità del business in termini di competitività, affidabilità delle operazioni e riduzione dell’impatto ambientale.

In particolare, le attività per lo sviluppo di nuove tecnologie hanno visto nel corso del 2010 il passaggio, per alcuni progetti, dalla fase di concettualizzazione a quella sperimentale.

Sono pertanto entrati in fase di validazione i nuovi sistemi per la realizzazione del ricoprimento del giunto di saldatura a bordo (Field Joint Coating), le tecniche per il controllo remoto della presenza di deformazioni anomale (buckles) durante il varo delle condotte in mare e alcune tecnologie complementari alle attività di scavo per scenari operativi critici.

È stata conclusa anche una prima fase di studio relativa a tecnologie per la sostenibilità delle operazioni di costruzione di infrastrutture in aree marine particolarmente sensibili (ad esempio in presenza di ecosistemi e fondali delicati) con l’obiettivo di mitigare l’impatto ambientale e il ripristino delle aree interessate dalle operazioni.

Nel contempo prosegue l’attività di sviluppo di dettaglio e di implementazione dei principali sistemi e sottosistemi tecnici di produzione e varo di condotte, legati alla nuova nave posatubi CastorOne.
Continuano inoltre le attività di innovazione dei sistemi di abbandono e recupero, a elevata capacità di tiro, dei sistemi di controllo dello stato di salute del tubo durante la posa, delle attrezzature di imbarco tubi e gli studi per migliorare la risposta del sistema di Posizionamento Dinamico Nave in condizioni di mare limite.

Nel corso del 2010 si sono svolti inoltre due eventi importanti per favorire la diffusione della conoscenza e l’innovazione tecnologica di gruppo: l’“Offshore and Arctic Technology Development Workshop” e la nuova edizione del “Trofeo dell’Innovazione”.

Tecnologie offshore

L’area di attività del Gruppo Saipem nel corso del 2010, nel settore delle tecnologie Offshore, si è focalizzata su programmi dedicati al continuo miglioramento di soluzioni innovative (concetti, tecnologie e architetture) per lo sviluppo dei campi di produzione di petrolio e gas naturale in mare. Le principali attività condotte riguardano lo studio di soluzioni tecnologiche avanzate atte allo sfruttamento di campi in aree di frontiera, quali le acque profonde e le zone artiche, per la valorizzazione di riserve di gas naturale offshore attraverso lo sviluppo di tecnologie di liquefazione in mare (offshore LNG) così come per lo sfruttamento di energie rinnovabili offshore.

Nell’ambito dell’area tecnica “subsea processing” l’attività è stata focalizzata sulla conduzione di campagne di test relativamente a nuovi sistemi e sottosistemi già sviluppati nel corso degli anni precedenti:

- il nuovo sistema di separazione gravitazionale gas/liquido “multipipe” (brevettato) ha superato con successo la seconda fase di test previsti per il 2010 nell’ambito di un programma industriale (JIP, Joint Industry Project) supportato da importanti compagnie petrolifere. In questa fase i risultati ottenuti hanno confermato l’efficacia del separatore grazie a una validazione del principio in condizioni di flusso reale (miscela di olio/gas, in specifiche condizioni di pressione e di temperatura);
- è proseguito lo sviluppo di un sistema innovativo di separazione gravitazionale liquido/liquido con una pre-fase progettuale unitamente alla preparazione di un primo performance test, la cui validazione concettuale dovrebbe essere condotta nell’arco del 2011;
- sono proseguite le attività su soluzioni sottomarine per il trattamento dell’acqua prodotta durante l’estrazione degli idrocarburi.

Nell’area tecnica SURFi sono proseguite alcune attività iniziate nel corso del 2009, includendo progetti per sviluppare soluzioni per nuovi riser da utilizzare in acque ultraprofonde (fino a 3.000 metri di profondità) o di profondità intermedie (fra 300 e 500 metri). In continuità con quanto svolto nel corso dei precedenti anni sono stati inoltre condotti lavori su tecnologie sottomarine di isolamento termico e anticorrosione.
La realizzazione di studi di architettura dei campi, commissionati da diversi operatori, ha messo in rilievo l’importanza di un nuovo design di processo e di innovative tecnologie SURF al fine di identificare le principali esigenze del mercato relativamente a flowline, riser, subsea treatment, subsea power transmission and control.
Le attività riguardanti l’FLNG si sono intensificate nel 2010, in particolare per ciò che concerne lo sviluppo di:

- soluzioni relative a un sistema LNG flottante generico di media scala;
- soluzione “tandem offloading”, utilizzando un tubo flessibile galleggiante criogenico.

Il lavoro di sviluppo dei campi offshore nell’Artico è continuato nel 2010 con la partecipazione a vari programmi di innovazione tecnologica (inclusi test tecnici in loco e sviluppo di software specifici) al fine di poter studiare e valutare il comportamento di strutture in ambienti artici e in diverse condizioni di carico.
Le attività nel settore delle energie rinnovabili “offshore” nel corso del 2010 sono state focalizzate prevalentemente sul prototipo in larga scala (10 metri di diametro) della turbina sottomarina denominata Sabella, che nei prossimi anni potrebbe essere potenzialmente installata (in serie) al largo delle coste della Britannia. La partecipazione del governo francese al finanziamento del progetto è stata ufficialmente annunciata alla fine del 2010.

Tecnologie onshore

Nel settore dell’innovazione tecnologica onshore l’attività di Saipem si è rivolta allo sviluppo di tecnologie di processo e relativi know-how, così come all’applicazione delle più moderne e aggiornate tecnologie di terzi, supportando in maniera sempre moderna, efficace e sostenibile le attività di business e i progetti di investimento dei Clienti a livello mondiale nei segmenti upstream, midstream e downstream nelle varie fasi di realizzazione degli impianti, dall’ingegneria alla costruzione.

In particolare, gli sforzi sono stati indirizzati verso l’incremento continuo delle prestazioni della tecnologia di produzione di fertilizzanti denominata “SnamprogettiTM Urea”, licenziata in tutto il mondo, a oggi, per 120 unità.

Dopo aver progettato e, in alcuni casi realizzato e avviato i più grandi complessi di urea al mondo (Engro in Pakistan, Qafco V e VI in Qatar e Matix in India) basati sull’attività di singole linee da 3.850 tonnellate/giorno (t/d), è stato sviluppato un disegno concettuale per un futuro treno da 5.000 t/d, utilizzando la medesima, ben collaudata, sequenza di tecnologie. L’attività di sviluppo è focalizzata sull’ottimizzazione delle condotte, della strumentazione e del layout delle varie sezioni, così come sullo sviluppo di acciai speciali.

In cooperazione con Eni è stato sviluppato un modello matematico avanzato relativamente alla sezione di alta pressione degli impianti per produzione di urea. Non appena validato, questo modello potrà essere utilizzato per ulteriore miglioramento del processo.

È inoltre in corso la progettazione di un’unità pilota per il recupero di ammoniaca nell’ambito del progetto “Urea Emissioni Zero”, che sarà costruita in un impianto commerciale.

Contestualmente al programma pilota con Enel/Eni sulla tecnologia CCS (Carbon Capture and Storagei), Saipem sta applicando, congiuntamente ad altri studi, le sue conoscenze tecniche circa la progettazione di una condotta per il trasporto in fase densa di CO2. È stata completata la fase progettuale per Eni di una linea di trasporto pilota, da collocarsi all’interno della centrale elettrica Enel di Brindisi. La messa in opera dell’unità, non appena ultimata, potrà fornire un prezioso know-how applicativo per future condotte di CO2.

Un’unità per il cracking di MTBE basata su tecnologia proprietaria per la produzione di isobutene a elevato grado di purezza è stata installata con successo in India, utilizzando un nuovo catalizzatore.

È in fase di completamento la costruzione della prima unità commerciale di ENSOLVEX, una nuova tecnologia proprietaria per la bonifica di suoli e sedimenti contaminati da residui organici presso la raffineria Eni R&M a Gela (Italia). La fase di pre-consegna è stata posticipata al 2011 a causa di ritardi nell’ottenimento dei permessi necessari.

È stata completata la consegna della prima unità semicommerciale per rimuovere CO2 dagli effluenti di raffinazione attraverso il meccanismo della biofissazione che utilizza microalghe selezionate dai laboratori di Eni R&M. La biomassa così prodotta potrà essere utilizzata nella futura produzione di bio-carburanti.

Saipem ha ottenuto un ulteriore brevetto applicativo relativamente alla tecnologia “Trattamento e trasporto di zolfo a emissioni zero”, un nuovo metodo di solidificazione in blocchi dello zolfo liquido, consolidando in tal modo la sua posizione di alta competenza nelle tecnologie di trattamento dello zolfo.

Saipem continua a fornire supporto per l’ingegneria e la gestione di progetto nell’ambito dello sviluppo tecnologico e dell’implementazione commerciale a diversi programmi Eni di ricerca e sviluppo, in particolare alla tecnologia EST – Eni Slurry Technology – la cui prima unità commerciale è in fase di costruzione nella raffineria Eni R&M a Sannazzaro (Italia).